la mia medicina cinese

„Ed è così che in quell’incontro con te, di qualche piccola ora, e poi in seguito nei giorni successivi, ho potuto chiarire meglio la natura del prossimo passo che ho da fare. Ed era quello che andavo cercando e di cui avevo bisogno.“

 

Ich liebe fremde Sprachen und die, die sie sprechen.

Ich liebe Sprachengewirr und gegenseitigen Austausch. Eine Sprache nicht zu beherrschen, oder nur mit Mühe, zwingt uns, genauer zuzuhören, unsere Phantasie zu gebrauchen, enger in Kontakt zu gehen, mit dem Körper zu sprechen, mit den Augen zu lauschen.
Wir müssen uns sachte in fremde Sprachen hineintasten, so wie ein Kind in ein wunderbar frisches Leben. Sachte und neugierig. Fremde Wörter im Munde zergehen lassen wie ein exotisches Gericht.
Zugleich erraten, wovon sie erzählen könnten. Oft sind nicht nur die Wörter unverständlich. Fremde Sprachen sprechen auch von fremden Dingen. Von unbekannten Welten. Statt ein Übersetzungsprogramm (früher: ein Wörterbuch) zu gebrauchen, müssen wir die eigene Seele dehnen. Kinder tun dies mit Begeisterung. Später erfahren wir Schicksalsschläge, Enttäuschungen, Zurückweisungen, Scham und jedes Mal fliegt ein Stückchen unserer Kinderseele davon und damit unsere Freude am Entdecken.

Kommt es so, dass manche Menschen keine Ausländer mögen?
Sind etwa ihre Seelen ganz und gar davongeflogen?

Daher heute mal ein Gastbeitrag auf Italienisch- von einer italienischen Taiji Lehrerin, die beschreibt, wie sie ihre Behandlungerlebt hat. Und ja, so hätten wir das auf Deutsch nicht geschrieben…und vielleicht auch nicht so erinnert und vielleicht noch nicht einmal so erlebt.
Wenn auch Sie etwas in Ihrer eigenen Sprache schreiben möchten: Ich bitte darum!
Aber keine Sorge, das meiste hier bliebt Deutsch. Denn meistens blogge hier ich und Deutsch kann ich halt am Besten.
Und nun weiter auf Italienisch:

 

 

Cara Christine,

rieccomi, questa volta volentieri in italiano, rispondendo a un tuo desiderio. Ultimamente, nella mia urgenza di ringraziamento e nell’entusiasmo della prima ora, ho finito con l’essere un po‘ criptica, mi sembra: vediamo se riesco a spiegarmi meglio ora, a distanza di una decina di giorni!

Quel che mi ha mosso, in quelle tre ore, credo, da te, è stata la tua capacità di arrivare in breve tempo a temi cruciali della mia personalità e del mio percorso, di aiutarmi a individuare meglio come delle strettoie, attraverso cui, passando, mi son formata: nel bene e nel male, per così dire. Certamente, come per ogni storia, sono emerse delle cose ed altre son rimaste sommerse, ma non è questo che conta, perché tutto si riflette e risuona, così che toccando un punto tutto l’insieme entra in movimento.

 

Poi mi hai tastato il polso, sprofondata nell’ascolto.

 

Non era la prima volta per me ed essendomi provata io stessa, anche se molto brevemente, in quest’arte, avevo un’idea di cosa potessi cercare. Invece il tuo responso (uso apposta la parola dell’oracolo!) aveva un’altra dimensione. Era come se tu, al di là di tutte le parole, trovassi per quella via accesso ad un sapere molto più profondo, semplice e fondamentale.
Questa cosa – la capacità di ascoltare la “pulsazione” di un essere umano – mi riempie di rispetto e di un’ammirazione meravigliata e al tempo stesso riposante. Di ammirazione perché (così mi sembra) in quell’abilità giunge a compimento, si raffina ed èsita tutto un sapere che è fatto sí di letture assidue, di studio e di ricerca, ma anche di pratica, di manualità e di arte. Riposante perché mi conferma in qualcosa che penso di sapere, ma ancora non so a pieno.

 

E poi ci son stati gli aghi!

 

Degli aghi così profondi e così dolorosi non li avevo mai provati (hanno mosso parecchio, sembra, a vedere dalle reazioni del mio corpo in seguito: occhi prima gonfi poi rossi poi lacrimanti.. poi un grande raffreddore… ancora ci sono dentro…).

Ma durante il dolore e la potenza di quegli aghetti nei punti giusti la tua presenza girovaga intorno al lettino, una mano sul polso, il tenere la testa, le parole… consola e aiuta a sopportare e a lasciar fare agli aghi il loro lavoro. E intanto le riflessioni e i pensieri fatti correvano in me questa volta attraverso il corpo, come un’emozione una commozione un movimento benefico e dolce.

 

Ed è così che in quell’incontro con te, di qualche piccola ora, e poi in seguito nei giorni successivi, ho potuto chiarire meglio la natura del prossimo passo che ho da fare. Ed era quello che andavo cercando e di cui avevo bisogno.

 

Cara Christine, un’altra volta ti ringrazio di cuore e ti faccio gli auguri per questi giorni un po‘ speciali di equinozio di festa e di fine anno. Se mi vuoi mandare ancora „la ricetta del verme cinese“, per me questi giorni potrebbero essere ideali per farci un giretto (col verme:-).

 

Anche io credo che la guarigione sia fatta da ognuno di noi. Anzi credo che fondamentalmente siamo sempre intatti (heil), in ogni momento. E com’è bello, però, in certe circostanze, incontrare l’aiuto di mediche, stregoni, amici e/o compagni di strada!

 

Con stima e affetto

 

Roberta

 

Dieser Eintrag wurde veröffentlicht in Heilung, Italiano, meine Medizin, Patienten von Christine. Permanenter Link des Eintrags.

Über Christine

Ärztin und Heilerin für Chinesische Medizin, Akupunktur, Trance und Träume. Aber auch Tänzerin, Dichterin, Liebende und weise Frau. Zuständig für das ganz alte China, Daoismus, Yin und Yang, Geister, Drachen, Liebeskummer, Ängste und heilsame Transformationen. Bücher: "Der Weg der Kaiserin", "Der Weg des Schamanen", "Chinesische Medizin für den Alltag" und bald noch viel mehr.

Ein Gedanke zu “la mia medicina cinese

  1. Liebe Frau Christine ich hab mir immer gedacht die Männer oder besser gesagt mein Mann ist das starke ruhige jetzt bin ich bald 49 Jahre ,was können Männer für Arschlöcher sein und alles überspielen und trotzdem ist man noch stark als Frau in der Beziehung . Sie sprechen mir vollkommen aus dem Herzen mit allem was sie denken und fühlen ich hoffe das wirklich alles so ist aus vollem Herzen Für sie.